L'azienda agricola
Sovrastata dagli splendidi borghi di Roccantica e Casperia, " l'Azienda Agricola La Tacita " si estende su 130 ettari di fertile e ricco terreno valorizzato da fonti d'acqua e magnifici uliveti.
L'azienda che nasce nel 1979 ed ha da subito optato per una produzione naturale, non invasiva e nell'assoluto rispetto dei cicli lenti delle stagioni, vanta numerose produzioni.
L'uliveto, con i suoi 27 ettari dove trovano dimora 7500 piante, produce olio extra vergine, spremuto a freddo, a bassissimo grado di acidità e con un retrogusto leggermente piccantino con lieve aroma di clorofilla.
L'allevamento bovino, rigorosamente allo stato brado, destina 20 ettari di lecceta nota con il nome di Montesanto, al pascolo di 40 capi.
Il vigneto, coltivato biologicamente proprio nel cuore dell'azienda, si estende su 2 ettari di terreno vulcanico che, ricco di preziose sostanze nutritive e naturalmente umido, è in grado di offrirci vini di carattere. La lavorazione tradizionale delle uve inizia già dalla loro raccolta a mano.
Si produce il Rubigo, da uve cesanese e sangiovese vinificate in acciaio, che è il rosso fresco e corposo, profumato di frutta matura e speziata, adatto ai primi sapidi della cucina sabina e L'Ebrium, il bianco da uve Malvasia del Lazio e Verdicchio del Lazio vinificate in acciaio, ha un profumo intenso e fruttato, un gusto sapido e persistente, ed è ottimo con antipasti, risotti e carni bianche.
La tartufaia, che occupa 2 ettari dell'azienda ed prossima alla maturazione, ci donerà il tartufo nero detto "Scorzone".
Il frutteto con gli 800 alberi da frutto e l'ettaro e mezzo destinato agli ortaggi concludono il raccolto.
La Tacita produce così, autonomamente, circa il 70% del proprio fabbisogno e le materie prime vengono elaborate ogni giorno secondo le più raffinate ricette della tradizione territoriale.
L'intera Azienda è controllata dal punto di vista qualitativo/biologico da Suolo e Salute, Ente Certificatore nazionale autorizzato.
L'Azienda si vanta di possedere il secondo impianto di Fitodepurazione della Sabina, dopo quello di Forano. Esso è caratterizzato dalla presenza di 903 arbusti di Lauroceraso che trasformano le acque nere in acqua potabile per l'irrigazione.
Un ristretto numero di piante che, da sole, hanno la proprietà di captare dall'atmosfera l'azoto che, convogliato lungo i vasi linfatici e tramite le radici, attacca gli streptococchi fecali operando un miracolo naturalistico all'insegna della massima salvaguardia dell'ambiente senza l'uso di prodotti chimici.
Larghe estensioni di teli biodegradabili disseminati sui campi, assolvono allo scopo di impedire il proliferare di erbe infestanti. Una pacciamatura naturale e rispettosa dell'ambiente sotto ogni profilo che consente la protezione delle erbe variegate e tappezzanti che impreziosiscono i nostri giardini.